Il più grande stabilimento di anodizzazione dei prodotti in alluminio in Polonia.

A partire dal 2009 lo stabilimento di anodizzazione fa parte del GRUPPO ROSA. É il più grande stabilimento di questo tipo in Europa. Il suo avviamento ha permesso all’azienda ROSA di immettere sul mercato di illuminazione un’offerta incomparabile e complessa dei prodotti in alluminio per illuminazione esterna che presentano i valori anticorrosivi e decorativi.

Lo stabilimento di anodizzazione ROSA si specializza nell’anodizzazione con la colorazione elettrochimica e interferenziale - delle lamiere, dei tubi, dei profilati e dei componenti in dieci colori, di cui ognuno può essere brillantato.  Il classico ventaglio di colori resistenti ai fattori esterni, inclusa la radiazione UV, è arricchito di una tecnologia moderna della colorazione interferenziale.

10 unici colori di anodizzazione

I criteri degli elementi anodizzati

  • sia le forme semplici che complicate
  • lunghezza massima: 10 metri
  • larghezza: 0,55 metro
  • altezza massima:  2,30 metri
  • peso unitario: fino a 500kg (peso totale per il carico singolo fino a 1,5 t)
  • dimensioni massime degli elementi da sabbiare: altezza 0,45m, larghezza 0,7 m lunghezza 10m

Approvazioni tecniche. Migliore qualità.

Le approvazioni tecniche dell’Associazione Europea della Lavorazione delle Superfici in Alluminio QUALANOD insieme al diritto all’utilizzo del marchio di qualità dei rivestimenti anodizzati QUALANOD, confermano la migliore qualità dei servizi prestati dallo stabilimento di anodizzazione ROSA.

Processo di anodizzazione

Il processo di anodizzazione può essere diviso in tre fasi principali:

  1. preparazione della superficie mediante la sgrassatura, l’incisione satinata o la brillantatura, lo schiarimento;
  2. anodizzazione  + colorazione opzionale;
  3. sigillatura.

Tali operazioni vengono eseguite nei bagni speciali. Ognuno di essi richiede una separata vasca tecnologica, e tra i diversi processi chimici - si effettua il cosiddetto risciacquo dei prodotti.

Il primo passo della fase di preparazione della superficie è la sgrassatura che consiste nella rimozione degli oli e loro derivati e di tutte le impurità derivanti dalla lavorazione meccanica degli dettagli dalla superficie dell’alluminio. La superficie pulita in questo modo viene sottoposta all’incisione alcalina (satinatura) la quale ha lo scopo di rimuovere lo strato di ossido spontaneo dalla superficie del prodotto e di conferire alla superficie un aspetto uniformemente opaco e decorativo e di eliminare i piccoli vizi dopo il processo di pressofusione o di laminazione, quali: striature, fasce termiche e piccoli graffi.  La brillantatura è la rifinitura alternativa delle superfici satinate. Mediante l’incisione nella miscela della concentrazione degli acidi si effettua la lucidatura della struttura della superficie, il che riduce in modo significativo l’opacizzazione e schiarisce la superficie del metallo e in conseguenza conferisce un effetto di lucido.

Il seguente processo di preparazione della superficie per l’anodizzazione consiste nello schiarimento (decapaggio) che ha lo scopo di rimuovere definitivamente gli strati di ossido sottili e i depositi che potrebbero rimanere dopo il processo di incisione satinata o di brillantatura, di cui la rimozione è indispensabile per ottenere il rivestimento di ossido strutturalmente unico.

L’anodizzazione consiste nella formazione elettrochimica di uno strato sottile di ossido di alluminio sulla superficie dell’alluminio. Tale rivestimento viene creato nella soluzione acquosa dell’acido solforico, e l’elemento anodizzato in questo processo svolge la funzione del anodo. Durante l’elettrolisi, dopo aver applicato all’anodo la tensione della corrente continua di una densità stabilita, viene emesso l’ossigeno, il quale nella reazione con il metallo crea uno strato di ossido trasparente. Il 2/3 dello spessore dello strato creato in tale modo si pianta nella superficie del metallo e il 1/3 cresce sopra di esso. Lo strato è molto più spesso rispetto al naturale, grazie a ciò protegge efficacemente l’alluminio dalla successiva ossidazione, ovvero dalla corrosione. La sua struttura porosa consente, inoltre, una colorazione permanente mediante il metodo elettrochimico e interferenziale che presenta un’elevata resistenza alla radiazione UV.

La colorazione elettrochimica consiste nella lavorazione del prodotto anodizzato nel elettrolito contenente gli ioni del sale di stagno. Il metallo ridotto nel ciclo catodico si deposita sul fondo dei pori dello strato di ossido e conferisce una permanente colorazione del rivestimento in alluminio. In questo modo si ottiene una gamma di colori, dalle sfumature chiare alle sfumature scure del marrone fino al colore nero. 

La colorazione interferenziale precede l’operazione della modifica della forma dei pori del rivestimento anodizzato. In questa fase si arriva alla modifica della struttura della parte inferiore del rivestimento poroso conferendogli la forma sferica. Il rivestimento che è stato modificato in questo modo viene sottoposto al processo di colorazione elettrochimica nei bagni a base di sale di stagno, arricchendo in tal modo il ventaglio di colori ottenuti dalla colorazione elettrochimica tradizionale di colori grigi e verdi. Tale metodo utilizza il fenomeno dell’interferenza - della sovrapposizione delle onde di luce riflessa che provocano l’aumento o la riduzione dell’ampiezza dell’onda risultante. La modifica di tale ampiezza mediante un’adeguata e controllata modifica della forma dei pori del rivestimento anodizzato permette di ottenere un adeguato effetto ottico (colore).

L’ultima fase della tecnologia anodizzata è la sigillatura che consiste nella chiusura della struttura porosa di ossido. La sigillatura applicata a temperatura media (86-88°C) consiste nell’immersione del prodotto nell’acqua demineralizzata calda con le aggiunte acceleranti che ha lo scopo di riempire i pori del rivestimento di ossido con il boemite. Grazie alla sigillatura la superficie dell’elemento anodizzato diventa stagna e liscia, grazie a questo lo strato di ossido diventa resistente ai fattori legati alla corrosione atmosferica e riduce la tendenza di depositarsi le impurità sulla superficie del prodotto.

Per mantenere i valori decorativi, i prodotti in alluminio andati devono essere periodicamente puliti e sottoposti alla conservazione.

A partire dall’anno 2017 lo stabilimento utilizza anche la cosiddetta tecnologia dell’incisione a secco, la quale consiste nella lavorazione della superficie con il metodo di sabbiatura. Il processo si svolge con l’uso della macchina moderna per l’opacizzazione della superficie, sottoponendo gli elementi lavorati alla lavorazione a sabbiatura abrasiva con l’uso dei pallini di un diametro di circa 0,1mm, grazie a ciò si ottiene una superficie da un aspetto delicato e satinato. Tale tipo di tecnologia permette di eliminare notevolmente tutti i tipi di difetti della superficie, verificatisi nei processi di estrusione o di laminazione, quali striature, fasce termiche, ecc. e piccoli danneggiamenti meccanici sotto forma di crepe e graffi. Le superfici ottenuti in tale modo si caratterizzano per la migliore qualità rispetto all’incisione chimica tradizionale. Le soluzioni tecniche applicate consentono la sabbiatura degli elementi in lamiera di uno spessore già di 1mm senza il rischio di danneggiare la superficie.

Prove

Resistenza ai raggi UV*

- dispositivi di prova Q-Sun Xe-3

- tempo di esposizione dei campioni:  14 600 h

- equivalente del tempo di esposizione per le condizioni climatiche polacche - 20 anni*

- risultato della prova: mancanza delle modifiche nella colorazione degli strati di ossido

* prova eseguita nel Laboratorio di Ricerca e Sviluppo dell’azienda ROSA, in conformità alle linee guida della norma PN-EN ISO 6581 „Ossidazione anodizzata dell’alluminio e delle sue leghe - La definizione della resistenza relativa alla luce ultravioletta e alla temperatura alta degli strati di ossido colorati e anodizzati.

Resistenza alla corrosione**

- dispositivo di prova: camera di nebbia salina di una concentrazione del sale pari al 5%

Concentrazione del sale nel Mar Baltico - 0,8%

Concentrazione del sale nel Mar del Nord - 3%

Tempo di esposizione dei campioni 20 000h

Risultati della prova: nel periodi di 20.000 h dell’esposizione non sono state osservate le traccie di corrosione.

** la prova è stata eseguita nel Laboratorio di Ricerca e Sviluppo dell’azienda ROSA, secondo la norma PN EN ISO 9227, con il metodo NSS.

Pulizia e conservazione

In cosa consiste la pulizia e la conservazione dei pali per illuminazione in alluminio?

In generale, le superfici anodizzate sono caratterizzate da un’elevata resistenza alle impurità, comunque il mantenimento dei valori decorativi alti delle superfici dei pali durante l’utilizzazione può richiedere una pulizia periodica. Perché? Alcuni tipi di impurità, a causa delle sue proprietà, possono permanentemente aderire sulla superficie del palo, peggiorando in tale modo i valori decorativi. In caso di pali, si tratta spesso delle impurità caratteristiche per le zone fortemente industrializzate: le sostanze verificatesi a causa dell’utilizzazione delle strade, degli stabilimenti industriali, ecc. La frequenza della pulizia e della conservazione dipende principalmente dalla decisione dell’utente. La maggioranza dei fattori esterni non è in grado di influire negativamente sulla qualità e la resistenza della superficie anodizzata.

mportante! Per la pulizia e la conservazione dei pali anodizzati bisogna utilizzare esclusivamente i prodotti aventi il pH neutro (tra 5-9). È vietato l’uso dei materiali e degli oggetti che possono profondamente graffiare e in tal modo danneggiare il rivestimento anodizzato. Dopo la rimozione delle impurità, bisogna assolutamente sciacquare la superficie con l’acqua pulita fino alla completa rimozione dei residui dei detergenti.

Esempio della pulizia e della conservazione dei pali anodizzati con l’uso dei detergenti tradizionali e della conservazione delle superfici in alluminio anodizzate.

In caso delle impurità solide, delle precipitazioni solide che si formano spesso in seguito alla cristallizzazione dei composti salini, particolarmente difficili da rimuovere si consiglia utilizzare i prodotti appositamente dedicati, per esempio, per la rimozione dell’incrostazione di riscaldamento dalle installazioni realizzate in alluminio. Tali prodotti sciolgono in modo efficace ogni tipo di deposito senza danneggiare il rivestimento anodizzato esterno. L’esempio di tale impiego può essere la rimozione dalla superficie del palo anodizzato, installato in Arabia Saudita, i depositi di sale dal sistema di irrigazione alimentato dall’acqua marina dopo il processo di desalinazione. Tale acqua nella sua composizione possiede tanti composti minerali. La temperatura alta dell’ambiente causa una veloce evaporazione dell’acqua, lasciando un deposito permanente sulla superficie del palo. La foto sottostante presenta i frammenti della costruzione del palo anodizzato prima e dopo la pulizia con il prodotto Calnex C.

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Per la rimozione di qualsiasi tipo di vernici, colle, graffiti e altri residui di tale tipo di sostanze, è opportuno utilizzare i prodotti destinati alla rimozione dei rivestimenti di vernice. Sul mercato si trova una vasta gamma dei solventi, come: acetone, nitro o prodotti a base di alcol, i quali sciolgono in modo efficace tali impurità, restando allo stesso modo sicuri per la superficie del palo.

Di sopra, l’esempio di pulizia del palo con i graffiti e con i residui della colla delle etichette adesive. Con l’uso dei prodotti per la rimozione di tale tipo di impurità, comunemente disponibili, tutte le impurità sono state rimosse in modo efficace senza intervenire sul rivestimento anodizzato. Dopo la pulizia, sulla superficie del palo non sono visibili alcune trasformazioni. 

Pannelli architettonici - la facciata anodizzata dell’Università Artistica di Poznań

È un investimento che consiste nella rivitalizzazione e nella ricostruzione del complesso degli edifici esistente all’incrocio della Aleja Marcinkowskiego e la via 23 Lutego nel centro storico di Poznań, nelle vicinanze di Stary Rynek, Plac Wolności e Museo Nazionale. All’interno del nuovo edificio B e del Pawilon Rzeźby aventi una superficie totale di quasi 6 mila m2 si trovano le sale didattiche e pratiche e i laboratori specialistici. Il cortile interno dell’edificio B, coperto con il lucernario, di un’altezza di quattro piani serve all’organizzazione delle esposizioni spaziali e delle attività multimediali.

L’anodizzazione dei pannelli della facciata esterna in rete stirata nel colore grafite e l’anodizzazione delle reti satinati, impiegati come i soffitti sospesi all’interno dell’edificio in colore grafite con la satinatura (senza la brillantatura). La somma dei pannelli anodizzati di diverse dimensioni in caso di facciata corrisponde alla superficie totale di quasi 1.200 m2 e quasi 300 m2 di soffitti sospesi. Tale progetto è un esempio dell’impiego dell’anodizzazione dell’alluminio di colore grafite, il quale come uno dei colori interferenziali viene effettuato in Polonia esclusivamente presso l’azienda ROSA.